La Settima Soglia

Messaggi dal cielo

Messaggio del 12.3.2014 di Ra Hoor Kuith

12 marzo 2014

Care anime, sono Ra Hoor Kuith, il messaggero della consapevolezza del Primordiale Io Sono, vibrante nel centro galattico.
Dal cuore sacro della Madre Divina mi giunge comando di prepararvi all’integrazione della conoscenza degli elementi naturali, di modo che possiate poco a poco sviluppare maestria nel relazionarvi con loro sino a piegarli alla volontà del Primordiale, per accelerare la manifestazione del Piano della Luce sulla Terra.  

Inizieremo dall’elemento ARIA, il soffio di Luce, l’elemento legato più di ogni altro alla manifestazione della coscienza secondaria del Figlio. L’elemento connesso alla nostra naturale intelligenza, alla nostra possibilità di accedere ai potenziali illimitati della nostra natura divina. Iniziare dall’elemento Aria significa cominciare il percorso da noi stessi, ponendo enfasi sul ruolo dell’osservatore cosciente nel magico gioco della creazione.
L’elemento aria è un elemento primigenio di sintesi tra la potenza del fuoco, connesso alla manifestazione della volontà divina, e la dolcezza dell’acqua, nutrimento amorevole per ogni essere.
L’aria infatti è presente sia nel fuoco, per alimentare una fiamma è assolutamente necessaria, che nell’elemento acqua; si pensi alla molecola H2O, composta da atomi di gas (idrogeno e ossigeno), che in natura compongono l’atmosfera.
E ciò spiega perché nella tradizione alchemica questo elemento venga definito come elemento di collegamento tra il fuoco e l’acqua.
Se semplicemente proviamo a rilassarci e consentiamo alla nostra coscienza di non identificarsi nel nostro corpo per alcuni minuti, focalizzandoci sull’essere aria, avvertiamo una piacevolissima leggerezza, accompagnata da gioia ed armonia.
L’elemento aria ci consente infatti di librarci in Cielo, ben al di sopra delle vicende terrene e della pesantezza che troviamo nelle armoniche inferiori.
Aria, il vento sottile che invita le foglie secche a staccarsi per essere deposte al suolo, dopo un turbinio che regala un’ultima ebbrezza.
Aria, la carezza di un alito tiepido nei capelli, che ci induce a calmare la mente, affidando al vento ogni pensiero, per sorridere alla vita.
Questo meraviglioso elemento infatti è legato al mentale, ai pensieri che processiamo incessantemente, captandoli nell’etere grazie a quella perfetta ricetrasmittente che è il nostro cervello, per poterli riassemblare, paragonandoli con quanto abbiamo in memoria, prima di rinviarli al campo mentale di coscienza collettiva.
Nel gioco duale del libero arbitrio che stiamo condividendo, ogni elemento naturale esiste in manifestazione polare, dalle frequenze più basse e dense alle più sottili e luminose.
L’elemento aria nel suo polo negativo è connesso ai mille dubbi che affollano una mente preoccupata, al pettegolezzo, all’uso sconsiderato della parola, che viene spogliata della sua essenza creativa per divenire mero strumento di comunicazione di qualsiasi pensiero venga processato mentalmente.
Spostandoci in frequenze più alte l’elemento aria ci regala l’opportunità di affrancarci dal mentale inferiore, e ritrovare la gioia e la naturalezza del nostro bambino interiore, per poter rivendicare la divinità insita in ognuno di noi, librandoci in alto, ove le splendide frequenze di cielo ci ispirano la consapevolezza di essere Il Figlio.
Infatti se ci relazioniamo agli elementi naturali nelle loro più alte armoniche, scopriamo che il fuoco rappresenta il principio maschile della volontà, l’acqua il principio femminile dell’amore, e l’aria l’unione mistica tra i due principi costituenti, nel formare la coscienza di essere Il Figlio dell’Assoluto, della Forza, di Dio, se così preferiamo chiamarlo.
I maestri spirituali di ogni epoca hanno sempre posto l’accento sull’importanza della ridefinizione del sé. In alchimia a seguito del processo di trasformazione delle memorie animiche più dense (solvi), subentra la fase nella quale ci consentiamo di ridefinire chi pensiamo e soprattutto sentiamo di essere (coagula).
L’elemento aria esiste per ricordare a tutti noi che la nostra essenza più profonda è quella di incarnare l’espressione del Figlio, a immagine e somiglianza del Padre e della Madre Divina.
Nella tradizione di Kabbalah bianca, aria è Ruach, respiro divino della creazione.
Dall’unione del fuoco e dell’acqua nasce l’elemento aria, la consapevolezza sovramentale, che pervade tutto il cosmo poiché è il ricordo, insito in ogni suo aspetto, di essere il creatore. Il Figlio è uno stato di coscienza nel quale si sente nel cuore di esistere ovunque, riempire tutto lo spazio, come l’aria, ed essere al tempo stesso il creatore della scena del gioco.
Amo immaginare la Forza Creatrice come un soffio di Luce, che con una potente espirazione dà origine a mondi e dimensioni ultraterrene, mentre nell’ispirazione cosmica tutto ciò che è stato creato consapevolizza di essere il creatore, si riconosce nell’essenza del Figlio ed attraverso il ricordo di sé fa ritorno alla Sorgente.
Tutto questo in un ciclo vitale di creazione e smaterializzazione di sette dimensioni scaturite dal Vuoto, chiamato ritmo settenario dell’universo, nella scuola sapienziale degli antichi egizi.
Aria, per volare nelle più alte frequenze dello spirito. Aria, per placare la mente e ricordarci della nostra essenza. Aria, per gioire della gloria del Creatore, nell’eterno.

Presto proseguiremo nella trattazione degli altri elementi. È opportuno affiancare una semplice tecnica pratica alla trattazione teorica, di modo da poter risvegliare nel vostro organismo biologico la potenza dell’Aria di Cielo.

Potete iniziare lavorando con l’aria, immaginando di respirare leggerezza e pace da tutti i pori della pelle, mentre sentite che nel vostro organismo viene creata una sensazione di Vuoto. La forza di questo elemento ci nutre nella leggerezza e nella gioia. Vi sembrerà quindi di potervi librare in volo, e questo significa che avrete lavorato bene. Dopo alcuni giorni di pratica nelle respirazioni potete aggiungere la creazione di una sfera di Aria, colma della sua essenza vitale, che immaginerete formarsi sopra il palmo della vostra mano destra, in sintonia con il ritmo del respiro e da esso energizzato. Questa integrazione della tecnica vi consentirà di imparare a gestire la forza di questo elemento con maggiore consapevolezza. Al termine delle respirazioni con un potente soffio potrete dirigere la sfera alla Terra, scaricando l’elemento Aria al suolo. Il numero delle respirazioni dedicate all’elemento è a vostra scelta, avendo cura di incrementarlo leggermente ogni volta che ripeterete l’esercizio.

Io Sono, Ra Hoor Kuith, l’amore del centro galattico. Che l’Aria, il soffio di Luce, sia per voi una maestra!